Diamante: l'apice della vera maestria artigianale.
- Michael Harm

- 14 ore fa
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Alcune esche catturano i pesci. Altre raccontano una storia.
La serie Diamond di Pearllure appartiene alla seconda categoria. Rappresenta una lavorazione artigianale senza compromessi, la massima precisione possibile e la passione di creare qualcosa di unico a partire da un materiale naturale eccezionale.
La sua caratteristica inconfondibile è il bordo del tetto lucidato a mano che percorre tutta la lunghezza dell'esca. Questa precisa nervatura dà il nome alla serie Diamond e crea un affascinante gioco di luci che esalta in modo impressionante la bellezza naturale della madreperla.
Ciò che sembra semplice è in realtà una delle operazioni più impegnative dell'intero processo produttivo. Ogni singolo bordo del tetto viene levigato a mano libera, senza l'ausilio di dime o guide. Levigare una cresta dritta e uniforme per tutta la sua lunghezza richiede anni di esperienza, la massima concentrazione e una mano delicata. Anche la minima deviazione compromette l'aspetto generale: la perfezione in questo caso non può essere forzata né celata.
Pertanto, la qualità di un'esca Diamond inizia ben prima della prima fase di molatura. Vengono utilizzati solo blocchi di madreperla selezionati, il cui spessore, struttura, colore e purezza soddisfano i più elevati standard. Solo i pezzi migliori sono adatti a questo speciale processo di lavorazione.
Un altro dettaglio che fa la differenza sono gli occhielli incassati. Dopo l'inserimento, vengono levigati a filo e si integrano perfettamente nell'esca. Il risultato è un aspetto elegante e armonioso e un livello di lavorazione che soddisfa i più elevati standard, fin nei minimi dettagli.
La serie Diamond è disponibile in Brienzlig, Jade, Calcite, Citrino, Onice e nell'esclusivo Golden Eye. Molto raramente, è disponibile anche in Ruby o Goldfish. Ogni materiale ha un carattere unico, rendendo ogni esca un vero pezzo originale. L'altezza della cresta dipende dal tipo di conchiglia e dallo spessore del grezzo.
Le esche Diamond vengono prodotte in lunghezze fino a circa 13 centimetri. Esemplari più grandi sono raramente realizzabili, poiché è difficile reperire grezzi sufficientemente resistenti e al contempo privi di imperfezioni. Inoltre, con l'aumentare delle dimensioni, aumenta anche il rischio di inclusioni naturali, fori di vermi o sottili stratificazioni, che possono compromettere la stabilità e la qualità.
Un'esca Diamond non è prodotta in serie né realizzata in fretta. Viene creata passo dopo passo, con pazienza, esperienza e l'ambizione di realizzare qualcosa che non solo sia efficace per la pesca, ma che rifletta anche la bellezza di uno dei materiali naturali più affascinanti al mondo.
Il Diamond è molto più di una semplice esca. È una dichiarazione di qualità senza compromessi, autentica maestria artigianale e attenzione al dettaglio.

La storia del diamante
Ogni eccezionale manufatto ha una sua origine, e la storia del Diamond inizia molto prima di Pearllure, perché alle sue spalle si cela un affascinante capitolo della storia svizzera delle esche artificiali del dopoguerra.
Le origini delle esche Diamond risalgono agli anni '40 e conducono a Emmenbrücke, vicino a Lucerna (da non confondere con "Diamond Suisse", anch'essa ex produttrice di esche in madreperla con sede a Emmenbrücke). Lì, un tempo, aveva sede la leggendaria azienda Lemax, fondata da Max Lehmann Senior. Per decenni, le esche in madreperla Lemax hanno goduto di una reputazione eccezionale ben oltre i confini della Svizzera. Le loro esche, realizzate con maestria e spesso abbinate a metallo e superfici finemente rifinite, sono ancora oggi considerate pietre miliari della produzione di esche artificiali tradizionali. Molto ricercate dai collezionisti, adornano numerose vetrine nell'emisfero settentrionale.
Intorno agli anni '40, Lemax ricevette un ordine da un cliente per la realizzazione di un'esca Diamond. Ordinò quella che probabilmente fu la prima esca in madreperla con il caratteristico taglio a tetto: l'esca oggi conosciuta come Diamond. L'ordine fu completato e pagato, ma il cliente non venne mai a ritirare il suo prezioso acquisto.
Questo esemplare unico e originale è sopravvissuto e, decenni dopo, è entrato a far parte della collezione del mio amico Michael Stoll a Lucerna, che ha fondato un museo privato dedicato a Lemax. Lì, lo storico Diamante può ancora essere ammirato oggi. Quando ho tenuto per la prima volta tra le mani questo straordinario pezzo, mi è stato subito chiaro: questa arte quasi dimenticata merita di essere riportata in vita un giorno.
Con grande rispetto per il lavoro di Max Lehmann e per la storia di Lemax, ho creato la mia personale interpretazione del Diamond. Non come una copia, ma come un omaggio a un'artigianalità svizzera che era quasi andata perduta.
Pertanto, ogni diamante di Pearllure non solo racchiude la bellezza della madreperla, ma rappresenta anche un pezzo di storia della pesca con esche artificiali in Svizzera.
Senza la forza innovativa di Max Lehmann e di Lemax, il diamante come lo conosciamo oggi probabilmente non esisterebbe.
È per questo che provo un particolare orgoglio nel poter continuare quest'arte quasi dimenticata nel mio laboratorio.
Un ringraziamento speciale va a Markus Pfefferli, che per tre anni ha cercato invano di motivarmi a proseguire con il progetto Diamond. Alla fine ci è riuscito al quarto anno 😉
Un sentito ringraziamento anche a Michael Stoll per la foto dell'"Original Diamond". Chiunque fosse interessato a visitare quello che è probabilmente il museo di esche in madreperla più completo al mondo è invitato a contattarmi.


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